martedì 4 novembre 2014

TARA e BEA



 
Cosa hanno in comune una canadese che si trasferisce a Parigi per studiare e, complice un incontro d'amore, ne fa la sua stabile dimora e una filippina che studia a Londra, insignita nella sua Manila del premio piu' prestigioso nel suo campo?
Talento, "da vendere" mi verrebbe da aggiungere tanto per essere in tema, al punto tale da creare un brand che, nei rispettivi settori di competenza, spicca come la punta di un iceberg.
 
TARA JARMON con la sua linea di abbigliamento mira dritto all'essenza dell'eleganza.Trae ispirazione dalle icone del cinema, prima fra tutte Audrey Hepburn, ma non disdegna affatto le tendenze dello street style parigino, depurandole da tutte le eccentricita'.
Ne viene fuori una combinazione di capi che dal giorno alla sera non smetteranno mai di renderci orgogliose di essere nate donne, pardon femme!
 
BEA VALDES con i suoi accessori ci apre le porte del suo universo sensoriale, colorato e rumoroso.
Ci fà entrare nella sua vita fatta di viaggi in giro per il mondo, mostrandoci in ogni sua creazione i numerosi  souvenir provenienti da ogni angolo della terra. Ogni suo accessorio è un gioiello, anche le piccole borse di lusso fatte rigorosamente a mano.  Sfido chiunque a non perdersi  in questo universo!
 
Unite l'eleganza dei capi di Tara e la stravaganza degli accessori di Bea e ne uscira' fuori un mix esplosivo.
 
 
 
 
 
Questi li ho trovati su Yoox, tanto per cambiare!  
Al di la' del fatto che sono letteralmente impazzita per le collane di Bea, ditemi voi se esiste una cura o devo soffocare il mio istinto e svuotare il carrello immediatamente...
 




BEAVALDES







BEAVALDES







BEAVALDES



 
  
E guardate un po' chi, invece, ha perso la testa per Tara e  indossa uno dei suoi tanti meravigliosi cappottini!
 
 
Kristina Bazan di Kayture.com
Nicole Warne di Garypeppergirl.com

 
 
Per chi volesse approfondire la conoscenza di Tara e Bea, appuntatevi questi indirizzi:
 
 
 
 
 
Baci, Sonia.
 
 

sabato 1 novembre 2014

Si parte...






Da oggi inizia la mia collaborazione con il nuovo blog magazine Don't call me fashion blogger!
In realta' il mio primo articolo uscira' nei prossimi giorni e voi sicuramente lo saprete in largo anticipo.

Sotender rimarra' il mio blog.
Qui continuero' a postare come ho sempre fatto.
Sara' sempre lo spazio in cui scrivere di moda, di modi e di me.
Tra post in rima e immagini "pinnate" da cui trarre, per quanto possibile, ispirazione, mi permetto anche di darvi consigli sullo shopping.
Sia ben chiaro, sempre e solo dopo aver provato in prima persona...l'esperienza d'acquisto!
In questo sono un' esperta, ve lo assicuro!
Da quasi tre anni coltivo questo spazio e non ho mai voluto che diventasse qualcosa di diverso da quello che è oggi.

Ho accettato senza nessuna remora la sfida del magazine.
Come quando mi preparo ad affrontare un nuovo viaggio, sono entusiasta di preparare le valigie, di vivere nuove esperienze e di arricchire in qualche modo la mia storia, perché sono altrettanto certa che ad ogni mio ritorno trovero' sempre una "casa" ad accogliermi.
Per me questo è Sotender e questo è il motivo per cui sono pronta a partire...
Tra le mie compagne di viaggio ci saranno amiche speciali e nuove conoscenze

Se vi va', venite a trovarci sul blog magazine Don't call me fashion blogger!


A presto, Sonia.


venerdì 24 ottobre 2014

Mai dire... mai pois



Veruschka- Valentino couture Spring 1967- ph by Franco Rubartelli


E pensare che da bambina li odiavo, tutti così perfettamente uguali, impeccabilmente ordinati, geometricamente allineati.
Una delle poche stampe a cui dicevo di no anche di fronte all'allettante invito di comprare qualcosa di nuovo.
Come i pois siano diventati la mia passione al punto tale da desiderarli anche in oggetti di uso quotidiano, piu' o meno funzionale, era un mistero anche per me.
Lo era, prima di scrivere questo post. Poi, ordinando queste bellissime immagini del passato, improvvisamente ho avuto la "rivelazione".
Sia chiaro, non ho le allucinazioni come Yayoi Kusama, di cui vi ho parlato in questo post, uno di quelli che mi ha emozionato parecchio, ma sono arrivata semplicemente alla conclusione che a piacermi così tanto sia l'aspetto ludico di questa stampa.
Come non prendersi troppo sul serio alla soglia dei 40 anni.
L'ho detto e non penso sia un dato da nascondere quando si è convinti che rappresentino un punto di partenza piuttosto che di arrivo e per me , vi assicuro, è indiscutibilmente così.


myvintagevogue.com


Yves Saint Laurent A/W 1967


Keira Knightly in Balenciaga 1964 - ph by Mario Testino on Vogue 2006


Keira Knightly by Mario Testino
 
Kate Moss in Oscar de la Renta on Vogue 2006

Li vedevo noiosi, monotoni, ripetitivi ma ero ancora ignara di cosa effettivamente lo fosse nella vita.
E così adesso mi ritrovo ad osannarli.
Li porto convinta che mi facciano anche sembrare piu' "giovane" e che mi mettano sempre di buon umore anche quando non ce ne sarebbe motivo.
E con la scusa di quanto bene facciano al mio "spirito", la lista degli oggetti ( acquisiti e da acquisire) si sta facendo parecchio lunga.


Ralph Lauren Resort 2015 on wwd.com


Temperley London Resort 2015


Fendi Resort 2015

Dolce & Gabbana SS '14

Dolce & Gabbana SS '14


Viviana Volpicella in Valentino

p3cupcake on Flickr


stylecaster.com



new balance on feedly.com


dustjacket-attic.com

rstyle.me

A questo punto mi sorge un dubbio.
Non è che dietro a questi minuscoli e apparentemente insignificanti pallini si nasconde la piu' bella storia d'amore che sia mai stata rappresentata, di cui Kusama è l' unica  testimone vivente??

Figuriamoci se da bambina pensavo a queste cose...



 madewell.com


Baci , Sonia.
 
 
Immagini da Pinterest